Comune di San Pio delle Camere

Storia del comune

La storia di San Pio delle Camere è documentabile a partire dall'anno 1001, quando Derisio I donò Villa San Pio al convento di Bominaco. Il piccolo insediamento era allora parte della Contea di Valva, compresa a sua volta nel Ducato di Spoleto. Nel 1092, in seguito alla donazione di Ugo Di Gerberto, San Pio divenne proprietà del Monastero di San Benedetto in Perillis. La specificazione "delle Camere" in origine assente allude verosimilmente al fatto che l'abitato poggia su un terreno percorso da numerose grotte, dovute alla litologia calcarea, in passato usate anche per il ricovero degli armenti. Si ricorda, a tal proposito, che il paese era attraversato in passato proprio dal Tratturo Magno. Non stupisce quindi che la Transumanza, che effettivamente rappresentava il nucleo forte dell'economia di San Pio, sia oggi il tratto più insistito della memoria locale. Il lavoro agricolo era invece dominato dalla coltivazione dello zafferano, che oggi continua in forma selettiva nell'ottica del prodotto tipico ad alta specializzazione. Vi erano inoltre nel comune numerose piantagioni di mandorli e noci. Un simbolo architettonico capace ancora di coagulare memorie comuni è il torrione pentagonale del XIII secolo, adagiato sul Monte Gentile a ridosso della strada statale. Molti ne ricordano più o meno analiticamente le vicende ed in particolare la sua distruzione (da parte di Braccio Fortebraccio da Montone durante l'assedio del 1423-1424).

A qualche chilometro da San Pio ti trova la frazione di Castelnuovo, anticamente nota come Castronuovo. L'insediamento si costituì come punto di difesa e congiunzione tra i Castra di Camponesco, Bargionello, Santo Pii, San Nicandro, Tussio e il più lontano Castel del Monte. Oggi Castelnuovo si distingue per l'urbanistica dalla tipica organizzazione romana, ma i simboli che maggiormente condensano la memoria del passato riguardano l'edilizia associata alla pastorizia.